La Svezia ha tappezzato lo spazio del ritiro bagagli con le facce degli svedesi di cui si può vantare: This is my hometown, dicono, questa è la mia patria. Sono bianchi, neri, vecchi, giovani, donne e uomini. Soprattutto, come direbbe Moretti, fanno cose: dipingono, girano film, cantano, scrivono, cucinano, vincono competizioni, inventano qualcosa, creano bellezza e armonia.
Cioè.
Questa nazione non ti accoglie con foto dei suoi fiordi, delle sue bellezze artistiche o della sua natura selvaggia, anche se sono cose che ha. Ti dà il benvenuto con quello che evidente ritiene più importante di tutto il resto: le persone. Una bella lezione contro le brutte campagne di pseudopromozione a suon di spiagge, miti veri o presunti e piatti tipici. Il piatto tipico conta, ma qui conta di più il cuoco che lo ha fatto.
(e poi, vuoi mettere farti dare il benvenuto da Ingmar Bergman e i Roxette!?)
” — Michela Murgia, su Fb(Source: virginiamanda, via 1000eyes)

”Siamo eterosessuali per approssimazione, non per scelta”.
Renton, Trainspotting.
(Source: ewan-mcgregors, via ruedescascades)